Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi, spiega in questo saggio chiaro e basato su dati verificati che i problemi dell’economia italiana non derivano dal capitalismo, della privatizzazione o della scarsa presenza dello Stato, ma dall’esatto contrario. L’Italia è diventata infatti un inferno fiscale caratterizzato da una spesa pubblica incontrollata, da servizi pubblici scadenti e non competitivi, dall’accentramento non solo statale ma anche regionale, vera gabbia fatta di burocrazia e altre tasse. Le Regioni sono divenute un vero e proprio simbolo del malgoverno, che già nel 1970, con profetica preveggenza, il liberale Malagodi aveva indicato come i nascenti centri di spreco. Liberale è predicare inutilmente è quindi un viaggio dentro le contraddizioni più profonde dell’Italia, un Paese dove si tassa chi lavora, si premia chi spreca e si ostacola chi produce; un Paese che, con il pretesto dell’assistenza, usa la spesa pubblica come strumento di consenso elettorale e ha reso la burocrazia una tassa occulta sulla crescita. Per Benedetto, tuttavia, un’Italia diversa, più sobria, più giusta e più libera, è possibile. Ma per realizzarla occorre diffidare dei politici che dicono cosa serve senza indicare con quali entrate coprire quelle spese: è questo il motto einaudiano dell’autore.
