L’Apologia della storia o Mestiere di storico del professor Marc Bloch è un saggio sul metodo storico scritto tra il 1940 e il 1943, quando l’autore era impegnato con la resistenza francese antinazista: verrà infatti catturato fucilato nel 1944. L’opera uscì postuma, e riscosse un immenso successo. Rispondendo al figlio che chiedeva a cosa servisse la Storia, Bloch spiega che la disciplina ha un valore fondamentale per la conoscenza di sé e della società. Bloch definisce la Storia come “la scienza degli uomini nel tempo”, cioè delle azioni umane che si sono svolte nel corso del tempo. La conoscenza del passato ci permette infatti di conoscere le origini del presente, ma è altrettanto vero che la conoscenza del presente – al quale lo storico non deve mai sottrarsi, se non vuole ridursi a un antiquario – ci permette di comprendere meglio gli eventi del passato. Il vero storico, continua Bloch, deve saper leggere e interrogare le tracce che ci lascia il passato, vagliandole con occhio critico. Non deve però giudicare quello che è accaduto, condannando o assolvendo, ma deve spiegare i nessi causali che legano gli avvenimenti tra di loro. Solo se il suo fine è la ricerca spassionata e imparziale della verità potrà dare un contributo al progresso delle conoscenze umane.

