Il termine Occidente connota oggi un’intera civiltà, ma quali sono le sue caratteristiche distintive? Il filosofo francese Philippe Nemo vede l’Occidente come il frutto di una evoluzione dello spirito strutturata in cinque momenti chiave: l’invenzione della città e della scienza da parte dei Greci, la scoperta del diritto privato da parte dei Romani, l’etica della Bibbia, la rivoluzione papale del Medioevo e infine l’affermazione della moderna democrazia liberale. Sotto questo profilo, i sistemi totalitari del XX secolo non fanno parte dell’Occidente, ma furono anzi delle furibonde reazioni all’intero processo evolutivo della cultura occidentale dettate dal riemergere degli istinti tribali atavici che covavano sotto lo strato ancora debole della civiltà. L’affermazione dell’Occidente, ad ogni modo, ha finito per determinare un cambiamento senza precedenti nei rapporti della specie umana con l’ambiente circostante. Le conquiste culturali, etiche, scientifiche e tecnologiche occidentali, diffuse nel mondo grazie al colonialismo e alla globalizzazione, hanno permesso di moltiplicare per dieci volte la popolazione mondiale, per cui possiamo dire che l’umanità attuale è quasi interamente “figlia dell’Occidente”.

