FERGHANE AZIHARI – L’Islam contro la modernità (2026)

Il libro è scritto da uno studioso di origine musulmana (delle Comore) di idee libertarie e illuministe che non si sente condizionato dalla sua origine, ma anzi ne approfitta per poter dire tutto il male possibile dell’islamismo, senza il rischio di sentirsi accusare di razzismo o islamofobia, secondo le mode woke e antioccidentaliste che tentano di mostrare l’Islam sotto una veste positiva. Azihari ricostruisce la storia dell’Islam non solo dall’inizio, ma da ancor prima, mostrando che è una leggenda quella secondo cui prima di Maometto il Medio Oriente o il mondo arabo si trovassero in condizioni di barbarie. Il movimento musulmano, secondo l’evidenza storica addotta dall’autore, distrusse fior di civiltà, a volte anche millenarie. In realtà fu l’intera espansione islamica che distrusse culture e civiltà ovunque, utilizzando metodi anche di sterminio e di conversioni forzate. Un capitolo è dedicato alla tratta arabo-musulmana, durata 13 secoli e molto peggiore della tratta transatlantica-europea. Il libro affronta poi l’epoca moderna, nella quale si collocano i movimenti islamici integralisti e terroristici, e si conclude con un appello disperato alla necessità che si contrasti il processo di islamizzazione mondiale crescente, considerandolo una sciagura per l’intera umanità, mondo islamico compreso.

'L'avvento dell'islam ha distrutto le più grandi civiltà'

€ 18.00
9

Importanza

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