Nel libro La libertà e i suoi nemici. Le radici intellettuali dell’antiliberalismo contemporaneo alcuni dei più importanti studiosi italiani del pensiero liberale e libertario approfondiscono la storia delle correnti filosofiche nemiche della libertà, che vengono però spesso presentate come correnti emancipatorie. Sotto la loro lente critica passano tutti quei pensatori, dagli utopisti a Rousseau, da Marx e Freud, da Wells a Kelsen, da Keynes alla Scuola di Francoforte fino ai filosofi postmoderni e benecomunisti, che, pur proclamandosi difensori della libertà umana, hanno elaborato gli strumenti concettuali per sopprimerla. Che siano utopisti in cerca della società perfetta, scienziati sociali convinti di poter pianificare il destino umano o pensatori incapaci di accettare l’imprevedibilità della storia, questi pensatori sono tutti accomunati da una profonda sfiducia nella libera interazione tra individui e dal desiderio ossessivo di organizzare la società dall’alto secondo i loro piani astratti. In questo volume si trovano degli antidoti per non cadere nei loro sofismi, e per poter affrontare con sano scetticismo i veri nemici della libertà.

