MATT RIDLEY – L’evoluzione di tutte le cose (2015)

Vi è una consolidata abitudine a pensare che il mondo sia plasmato da chi sta in alto – governi, istituzioni finanziarie, accademie – e contestualmente che il progresso sia il frutto di decisioni prese nelle stanze dei potenti, di visioni elaborate da menti solitarie e geniali. L’evoluzione di tutte le cose cose. Come piccoli cambiamenti trasformano il nostro mondo smonta quella convinzione con la forza di un argomento semplice e dirompente: i migliori traguardi della civiltà umana sono sempre sorti dal basso verso l’alto. Attraverso un ampio excursus tra scienza, economia, storia e filosofia, Matt Ridley ci invita a guardare il mondo da una prospettiva diversa, dimostrando come il cambiamento – nella economia, nella tecnologia, nelle idee, nel linguaggio, nella morale – sia un fenomeno inesorabilmente spontaneo. Non viene pilotato dall’esterno, non nasce da un progetto deliberato: avviene per tentativi ed errori, per variazioni minuscole accumulate nel tempo, per selezione naturale applicata alla cultura. La cosiddetta “rivoluzione umana” – quel salto cognitivo che ha reso la nostra specie unica – non fu una rivoluzione in senso proprio, in quanto non si registrò mai un momento di rottura o un’invenzione decisiva. Ci fu, invece, un cambiamento cumulativo lentissimo: migliaia di anni di piccole variazioni trasmesse, selezionate, stratificate fino a produrre il linguaggio, l’arte, le istituzioni che conosciamo.

‘L’ordine che ci circonda non è mai stato imposto dall’alto. È emerso dal basso’

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