Nel libro Occidente contro Occidente. Elegia prima del suo trionfo lo storico del pensiero politico Luigi Marco Bassani descrive l’Occidente come l’incontro tra il passato europeo e il presente americano: l’Europa, affaticata dalla troppa storia e dal troppo socialismo, sembra ormai incapace di credere nella libertà che ha inventato e sopravvive solo come risonanza culturale; l’America, invece, è il luogo dove l’idea di Occidente continua a operare e incarna ancora l’energia e la volontà di dominio planetario. Del resto, la distanza tra l’America e l’Europa nel campo tecnologico, economico e culturale si sta allargando sempre di più a vantaggio della prima. Anche dal punto di vista demografico la situazione americana è molto migliore, dato che l’Europa è ormai un continente non solo in via di invecchiamento, ma anche di rapida islamizzazione. L’immigrazione di massa è infatti un progetto di ingegneria sociale portato avanti dalle élite post-comuniste, che hanno abbracciato l’ideologia multiculturalista per sovvertire l’Occidente dal suo interno, stravolgendo la composizione etnica, culturale e religiosa della popolazione. Se vuole salvarsi, conclude Bassani, l’Europa deve avvinghiarsi all’America, riconnettersi alle proprie radici greche e giudaico-cristiane, e ternare a credere nei valori occidentali di libertà che l’hanno resa grande in passato.

