Il prof. Carlo Lottieri presenta Trame d’oro, la biblioteca che si fa in pillole

Nasce un portale che promette di ridurre in dieci pagine i classici delle scienze sociali

In passato la divulgazione non godeva di cattiva fama. Mezzo secolo fa, in effetti, uno dei periodici più letti negli Stati Uniti, e non solo lì, era il Reader’s Digest (che nella versione italiana fu Selezione dal Reader’s Digest), una geniale pubblicazione creata nel 1922 da Roy DeWitt Wallace e da sua moglie, Lila Bel Wallace, e presto divenuta la rivista americana di maggior successo.

Il caso del Reader’s Digest

Uno dei tratti caratteristici di quell’iniziativa fu di offrire ai lettori la riscrittura e il riassunto di vari testi di letteratura o saggistica, permettendo a ogni famiglia di poter accedere all’essenziale di quanto veniva pubblicato. Una delle operazioni più ricordate fu la versione ridotta di La strada verso la schiavitù di Friedrich von Hayek, un testo del 1944 nel quale lo studioso austriaco sostenne come il welfare State fosse destinato a erodere, passo dopo passo, le libertà fondamentali e a condurci verso una società illiberale. Nella sua versione condensata, il volume di Hayek ebbe una tiratura elevatissima, raggiungendo circa 10 milioni di lettori e dando in tal modo un contributo rilevante alla rinascita del liberalismo classico, dopo la lunga fase rooseveltiana.

Anche nell’Italia di oggi c’è chi ritiene che la cultura e la sua diffusione possano avvantaggiarsi di quanti sanno aiutare il lettore, grazie a strumenti che introducano alla lettura. E così un laureato in giurisprudenza e titolare di una dinamica libreria di Bologna, Guglielmo Piombini, ha avviato un progetto intitolato “Trame d’oro” che offre l’opportunità di accostare i classici della letteratura delle scienze umane (economia, storia, filosofia, sociologia, politica, ecc.) grazie a riassunti rigorosi, che permettono di farsi un’idea di “Economia e società” di Max Weber , “Maometto e Carlomagno” di Henri Pirenne, “Fuori da questa crisi, adesso!” di Paul Krugman e i “Principi fondamentali di economia” di Carl Menger.

Piombini è ben noto nel mondo libertario italiano, di cui da anni è una delle colonne. Ha al suo attivo molti studi sull’ecologia di mercato, sul sindacalismo, sulla proprietà e su vari altri temi. Con questa iniziativa, però, egli intende soprattutto mettersi al servizio di chi non potendo leggere in breve tempo centinaia di volumi intende avere informazioni essenziali utili a orientarsi nei dibattiti principali.

Operazione vintage 

Fin dal titolo, l’operazione di Piombini ha un suono “retro”, dato che “Trame d’oro” era il titolo di un’enciclopedia letteraria della Utet: anch’essa, come il Reader’s Digest, espressione di un mondo che non c’è più. E questo perché in seguito gli intellettuali hanno iniziato ad arricciare il naso di fronte a ogni bignamino: con il risultato che ora non soltanto ognuno di noi non ha letto molti classici in originale (mi piacerebbe sapere in quanti hanno studiato dalla prima all’ultima pagina tutte le opere che Piombini sta sintetizzando), ma spesso ignoriamo perfino di cosa parli questo o quel libro di Julian Simon o Destutt de Tracy.

Assieme ad alcuni collaboratori (Cristian Merlo, Carlo Zucchi, Pietro Agriesti, Stefano Bosi, Piero Vernaglione ecc.), Piombini sta realizzando introduzioni utilissime ad avviare ricerche, cogliere connessioni, scoprire autori prima ignorati. Poiché non siamo onniscienti, dobbiamo avere strumenti utili a colmare almeno entro certi limiti i nostri vuoti. E questo vale per i lettori comuni, ma anche per gli studiosi, che spesso sono del tutto disinformati in ogni ambito che non sia quello su cui hanno costruito la loro specializzazione.

Domanda di conoscenza

Come già fu il caso del Reader’s Digest, quella di “Trame d’oro” è anche e soprattutto una scommessa imprenditoriale. Per accedere al sito bisogna infatti abbonarsi (la quota è di 20 euro all’anno), ottenendo in tal modo alcune agevolazioni sull’acquisto di libri e una sintesi a settimana dedicata a uno dei grandi testi della nostra storia. L’idea di fondo è che esista una domanda di conoscenza e che vi sia gente disposta a pagare per tutto ciò.

C’è allora da augurare ogni successo a questa coraggiosa iniziativa.

Carlo Lottieri, da La Provincia, 4 ottobre 2017

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