WALTER LIPPMANN – La giusta società (1937)

Nell’agosto del 1938 il filosofo francese Louis Rougier organizzò a Parigi il Colloquio Lippmann con l’intento di rifondare il liberalismo tradizionale in vista della terribile sfida portata dai movimenti totalitari che stavano sconvolgendo il mondo. Il punto di partenza era la discussione del libro che l’americano Walter Lippmann aveva pubblicato l’anno precedente, The Good Society. All’incontro parteciparono, oltre allo stesso Lippmann, studiosi liberali di primo piano come Mises, Hayek, Röpke, Aron, M. Polanyi, Rueff, Rüstow. Lippmann era uno dei giornalisti e politologi più famosi al mondo, che da posizioni progressiste si era spostato su posizioni liberali. Il libro La giusta società contiene infatti una potente critica a tutte le forme di collettivismo e una decisa difesa dell’economia di mercato. Nello stesso tempo però Lippmann concedeva qualcosa allo spirito statalista del suo tempo rifiutando l’identificazione del liberalismo con la dottrina manchesteriana e spenceriana del laissez-faire. Secondo la sua formulazione del neoliberalismo, l’economia di mercato non è il frutto spontaneo di un ordine naturale, come credevano gli economisti classici, ma il risultato di un ordine legale che postula un intervento giuridico dello Stato. Nel dopoguerra Lippmann vincerà per due volte il Premio Pulitzer. A lui si deve anche il conio della formula “Guerra Fredda” per definire lo scontro tra Usa e Urss.

'Il liberalismo è la filosofia della moderna rivoluzione industriale'

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IMPORTANZA

9.0/10

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