BENIAMINO DI MARTINO – Stretto nel fascio (2021)

Stretto nel fascio. Nazi-fascismo contro l’individuo non si propone come un testo di storia, bensì come un’indagine storiografica approfondita e innovativa. L’obiettivo di don Beniamino Di Martino è indagare la storia delle radici culturali, filosofiche e ideali su cui si sono eretti il fascismo italiano e il nazionalsocialismo tedesco.

WALTER BLOCK – Le ragioni della discriminazione (2010)

L’economista libertario Walter Block, con il suo stile nello stesso tempo logico e provocatorio, ci spiega che il vero crimine è criminalizzare le discriminazioni. La sua analisi, che potrebbe scandalizzare i progressisti liberal, investe le discriminazioni più spesso dibattute e criticate, come quelle su basi razziali e sessuali.

ENZO BETTIZA – 1956 (2006)

Il libro di Enzo Bettiza costituisce la migliore analisi politica di quegli avvenimenti pubblicata in Italia. In particolare, il noto giornalista e scrittore ricostruisce i drammatici effetti che ebbe sul Partito comunista italiano, e mette in luce il nefasto contributo di Palmiro Togliatti alla diffamazione e repressione della rivolta ungherese.

FEDERICO RAMPINI – Il lungo inverno (2022)

L’autore critica il dilagante allarmismo apocalittico che sembra aver travolto l’Occidente. Eppure, il fatto che tutte le profezie del passato, come quelle sulla sovrappopolazione e sulla fine dello sviluppo che ossessionarono gli anni Settanta, si siano rivelate totalmente sbagliate dovrebbe indurre qualche dubbio.

AMARTYA SEN – La democrazia degli altri (2003)

Amartya Sen, premio Nobel 1998 per l’economia, illustra in queste pagine l’esistenza di secolari tradizioni democratiche in paesi attualmente oppressi da regimi totalitari, e invita a non commettere un ulteriore peccato di “imperialismo culturale”: l’appropriazione indebita dell’idea di democrazia.

HAROLD J. LASKI – Introduzione alla politica (1931)

Contrapponendosi allo Stato liberale limitato del XIX secolo, considerato oligarchico, Laski afferma che nel nuovo Stato democratico fondato sul suffragio universale occorre espandere con decisione i poteri dello Stato affinché questo abbia i mezzi per soddisfare tutte le esigenze dei cittadini, realizzando così una sorta di “democrazia socialista”.

FEDERICO RAMPINI – America (2022)

Un libro che parla dell’America per come un giornalista professionista l’ha vissuta dall’interno. Un ritratto che mostra pro e contro di un Paese diverso da tutti gli altri, dove si scontrano difensori delle libertà individuali e sinistra più radicale, difensori del possesso di armi e persone che convivono a New York con regole europee senza problemi

MATTIAS DESMET – La psicologia del totalitarismo (2022)

Il totalitarismo, per attuarsi, ha necessità di conquistare la mente degli uomini, di “formare la massa”. Lo Per attuarsi, tuttavia, il totalitarismo ha necessità di conquistare la mente degli uomini, di “formare la massa”. Lo psicologo belga Mattias Desmet espone lucidamente questo processo attraverso un’acuta analisi dei fenomeni sociali contemporanei,

LEONARDO FACCO – Il Muro di Berlino e i suoi calcinacci (2019)

Il giornalista e scrittore Leonardo Facco inserisce una nota stonata nel coro dei generali festeggiamenti per il trentennale della caduta del Muro del Berlino, evento che segnò la fine della Guerra Fredda. Siamo sicuri che l’Occidente abbia vinto? L’autore ritiene che ci sia poco da festeggiare, perché la caduta dei regimi socialisti dell’Europa orientale non ha determinato anche la fine dell’ideologia comunista.

DAVID HARSANYI – Eurotrash (2021)

Il politologo conservatore americano David Harsanyi critica duramente le élite “eurofile” del suo Paese, cioè quegli esponenti della classe politica, tecnocratica, accademica e giornalistica americana, generalmente di idee progressiste e vicine al Partito democratico, che denigrano le istituzioni, i valori e le idee tipicamente americane, esaltando al contempo l’Europa come modello superiore

JAMES C. SCOTT – Lo sguardo dello Stato (1998)

Dalla silvicoltura scientifica prussiana alla pianificazione urbana di Brasilia, passando per la pianificazione centralizzata sovietica e giungendo fino alla villaggizzazione forzata in Tanzania, Scott svela i meccanismi disfunzionali che stanno alla base dell’approccio con cui lo Stato, da sempre, guarda alla società e alla natura

TITUS GEBEL – Free Private Cities (2018)

Un libro brillante e vivace, scritto non da un politico ma da un imprenditore. L’idea è di trovare un’alternativa al modello statale in grado di fornire tutti i servizi necessari in modo più efficiente e garantendo autodeterminazione, possibilità di votare con i piedi (secedere) e fine di un contratto

SUN TZU – L’arte della guerra (VI – V secolo a.C.)

un Tzu, leggendario stratega e generale cinese vissuto tra il VI e il V secolo a.C., decise di scrivere una sorta di manuale in grado di guidare il lettore verso un uso strategico e mirato delle proprie capacità nel corso di una battaglia. Nonostante si basi sul giusto modo di guidare un esercito, le indicazioni fornite da Sun Tzu possono essere lette in una chiave più generale.

RAINER ZITELMANN – Ricchi! Borghesi! Ancora pochi mesi! (2019)

“Alla nascita gli hanno amputato l’etica”. Così viene descritto Gordon Gekko nel celebre Wall Street. Nei film e nelle serie televisive, le persone ricche sono spesso rappresentate in maniera negativa: ciniche, avide e senza cuore. Ma come sono invece nella realtà e soprattutto cosa pensa veramente la gente di loro? Se molti libri sono stati scritti sugli stereotipi che riguardano minoranze e specifici gruppi sociali, nessuno studio approfondito è però mai stato compiuto sui pregiudizi verso le persone facoltose. In questo libro Rainer Zitelmann esamina per la prima volta in maniera comparata gli atteggiamenti nei confronti della ricchezza e dei ricchi in cinque paesi occidentali: Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti. Dalle risposte date nei sondaggi emergono interessanti discrepanze tra i paesi, ma alcune differenze si trovano anche all’interno dei paesi stessi, considerati l’età, il genere, il reddito o il livello d’istruzione delle persone che hanno partecipato all’indagine. Nel libro viene inoltre sviluppato un Indice dell’invidia sociale che denota come molti pregiudizi nascano anche da un’errata percezione delle dinamiche economiche e da un diffuso sentimento anticapitalista.

CLIVE HAMILTON, MAREIKE OHLBERG – La mano invisibile (2020)

Clive Hamilton e Marieke Ohlberg descrivono in maniera minuziosa tutte le attività globali di questa mano invisibile che si allunga, ormai, su ogni continente: una ricerca scrupolosa che aiuta a comprendere i meccanismi del nuovo ordine internazionale sognato dal Partito Comunista Cinese, e che dovrebbe mettere in guardia le ingenue classi politiche e imprenditoriali occidentali.

CARL SCHMITT – Le categorie del ‘politico’ (1922-1953)

Per quanto la figura del grande giurista tedesco continui, in certi ambienti, ad essere ostracizzata, non si può negare come i suoi scritti rappresentino tuttora dei preziosi punti di riferimento per chiunque desideri approfondire il rapporto tra Stato, ordinamento e norma.

RICHARD PIPES – Proprietà e libertà (1999)

Mosso dalla convinzione che esista un’intima connessione tra le garanzie pubbliche dei legittimi titoli proprietari e l’esercizio dei diritti di libertà individuale, lo storico Richard Pipes cerca di dimostrare i fondamenti e le logiche di tale correlazione attraverso il ricorso a prove storiche e storiografiche.

MILTON FRIEDMAN – Capitalismo e libertà (1962)

In questo libro, che alla sua uscita fece scalpore per la radicalità delle proposte, Friedman analizza tutti gli ambiti nei quali lo Stato interviene nella società e nell’economia, proponendo di volta in volta delle strategie alternative al fine di preservare il bene più prezioso: la libertà di agire degli individui.

FRANCESCA E LUCA BALESTRIERI – Guerra digitale (2019)

Guerra digitale è una lettura utilissima non solo per capire le motivazioni che hanno spinto la Casa Bianca ad optare per quella che gli autori non esitano a definire “opzione nucleare”, ma per avere una prospettiva più concreta della rivoluzione digitale che sta già investendo le nostre vite.

JEAN-LOUIS HAROUEL – I diritti dell’uomo contro il popolo (2016 )

Il sistema di diritto occidentale sembra ormai essersi piegato dinanzi alle continue recriminazioni degli immigrati di fede musulmana, che intendono mantenere i propri usi e costumi, nonché le proprie leggi, anche dopo essere stati accolti in Europa. Finendo, così, per creare comunità autonome e non integrate all’interno del continente.

ALBERTO MINGARDI – La verità, vi prego, sul neoliberismo (2019)

Il termine “Neoliberismo” pare essere diventato la parola magica che mette d’accordo tutti, il capro espiatorio cui attribuire tutte le responsabilità per qualsiasi situazione che non ci aggrada. Il merito principale del libro di Mingardi è allora quello di mostrare come non sempre la verità o le soluzioni si trovino appellandosi a spiegazioni riduttive o accontentandosi di adottare nessi causali semplicistici.

DOUGLAS MURRAY – La strana morte dell’Europa (2017)

L’opinionista inglese Douglas Murray affronta in questo bestseller internazionale gli interrogativi più cruciali sul futuro dell’Europa, denunciando il disastro sociale prodotto dalle classi dirigenti europee, le quali hanno imposto contro la grande maggioranza dell’opinione pubblica un’immigrazione incontrollata

DANTE ALIGHIERI – Monarchia (1312-1313)

L’importanza di Dante non è limitata al campo poetico e letterario, ma si estende anche alla riflessione politica. Il Monarchia, trattato scritto in un latino logico e rigoroso, ha avuto una considerevole eco, per l’autorità dell’autore, per gli argomenti svolti e soprattutto per la posizione assunta riguardo la questione politica fondamentale del suo tempo: se Leggi di piùDANTE ALIGHIERI – Monarchia (1312-1313)[…]

GIANFRANCO MIGLIO – Lezioni di politica 2. Scienza della politica (2011)

Con rigore e disincantato realismo, Miglio analizza le strutture permanenti e le regolarità del fenomeno politico, senza fermarsi alla mera superficie dei fatti. Attraverso l’integrazione del metodo storico con quello logico e concettuale, il professore comasco riesce a penetrare nei misteri del potere.

JULIEN BENDA – Il tradimento dei chierici (1927)

Il filosofo francese Julien Benda denunciò in questo trattato scritto tra le due guerre mondiali l’abbandono, da parte della classe intellettuale, della propria funzione storica di custode dei valori eterni dello spirito, della ragione, della verità, della giustizia.

THOMAS JEFFERSON – Federalismo e democrazia (1774-1826)

Le riflessioni politiche e filosofiche del terzo presidente degli Stati Uniti d’America non sono contenute in un singolo libro ma sono disseminate in centinaia di documenti politici e migliaia di lettere. In questa antologia vengono riuniti i testi più significativi.

FRIEDRICH A. VON HAYEK – La via della schiavitù (1944)

La via della schiavitù è stato il libro che ha dato il via alla rinascita del liberalismo nel dopoguerra. L’idea di Hayek che il socialismo democratico avrebbe potuto evolvere in totalitarismo colpì fortemente l’opinione pubblica in Inghilterra e negli Stati Uniti

KARL MARX, FRIEDRICH ENGELS – Manifesto del partito comunista (1848)

Il Manifesto del partito comunista può essere considerato una summa del pensiero marxista: vi si trova la concezione della storia come lotta di classe, il ruolo della borghesia e del proletariato, la critica alle altre forme di socialismo, la visione di una società senza classi.

PATRICK J. BUCHANAN – The Death of the West (2002)

Buchanan è convinto che la decadenza morale e demografica dell’Occidente sia dovuta alla secolarizzazione e alla scomparsa dei principi morali cristiani dalla società. Egli ravvisa l’origine della crisi nella “rivoluzione culturale” degli anni ’60, che oggi è diventata egemone.

NORMAN ANGELL – La grande illusione (1910)

La grande illusione oggi è un libro poco ricordato, ma negli anni che precedettero la prima guerra mondiale venne stampato con tirature altissime, fu tradotto il 25 lingue e vendette milioni di copie. In un mondo economicamente integrato dove tutte le nazioni sono interdipendenti, scriveva Angell, la guerra è solo una “grande illusione” che non offre più nessun beneficio ai vincitori.