EMILIO GENTILE – L’apocalisse della modernità (2008)

Emilio Gentile, storico di fama internazionale, tratteggia in maniera magistrale la temperie della cultura europea che portò allo scoppio della prima guerra mondiale, soffermandosi in particolare sugli artisti e gli intellettuali che all’inizio avevano invocato la guerra come strumento di rigenerazione dell’uomo europeo infiacchito dalla pace e dalla mentalità borghese, e si fecero poi interpreti dell’angoscia e dell’orrore da essa scatenata. Allo scoppio della guerra nell’estate del 1914 molti di loro avevano esultato e si erano arruolati volontari, ma dopo pochi mesi il loro entusiasmo scomparve, quando si resero conto che la guerra tanto attesa non aveva i caratteri romantici che si aspettavano, ma aveva fatto discendere gli uomini a condizioni di vita bestiali e primitive. La realtà del conflitto moderno smentiva nella maniera più completa i tanti apologeti che avevano predicato il valore morale e spirituale della guerra patriottica. La Grande Guerra, conclude l’autore, fu una catastrofe dalla quale la civiltà europea non si è mai più ripresa, e che fece tramontare per sempre il suo prestigio nel mondo.  Essa segnò non solo il tramonto della Belle Époque, ma anche il naufragio della civiltà moderna.

'La Grande Guerra ha segnato il naufragio della civiltà moderna'

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