MURRAY N. ROTHBARD – La Grande Depressione (1963)

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La Grande Depressione americana degli anni Trenta viene spesso considerata come uno dei più grandi mali causati dal capitalismo. Buona parte del mondo accademico e intellettuale accoglie la spiegazione keynesiana delle crisi economiche come effetti dell’instabilità del libero mercato, e chiede maggiore interventi dello Stato per “regolare” i cicli economici. In questo libro scritto nel 1963, ovvero nel periodo di massima popolarità delle idee di Keynes, Murray Rothbard si pone l’obiettivo di sfidarle proprio sul loro terreno apparentemente più forte. Rothbard utilizza la teoria del ciclo economico elaborata dall’economista austriaco Ludwig von Mises per dimostrare, sulla base di una mole enorme di dati vagliati con rigore scientifico, come la tesi prevalente sulle origini e sul decorso della Grande Depressione sia fondamentalmente errata. L’analisi dello studioso americano ha il merito di presentare il retroterra storico degli avvenimenti, e di affrontare un tema molto tecnico e statistico senza mai annoiare il lettore, usando una terminologia comprensibile anche ai lettori privi di studi in econometria. Possiamo senza dubbio affermare che ancora oggi quest’opera rappresenti una delle migliori spiegazioni della crisi del 1929 alternativa a quella keynesiana.

'Gli interventi del governo e della banca centrale hanno provocato la crisi del 1929'

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'Gli interventi del governo e della banca centrale hanno provocato la crisi del 1929'
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Importanza

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