THOMAS PAINE – I diritti dell’uomo (1791-1792)

I diritti dell’uomo, uscito in due parti nel 1791 e nel 1792, costituisce il capolavoro di Thomas Paine. Venne pubblicato in risposta agli attacchi condotti dal britannico Edmund Burke contro la rivoluzione francese. Paine difese con fervore la Rivoluzione del 1789, che egli considerava una prosecuzione di quella americana. In precedenza infatti aveva dato un contributo fondamentale alla causa dell’indipendenza americana con il popolarissimo pamphlet Senso Comune. Anche I diritti dell’uomo ebbe un grande successo di vendite, facendo di Paine uno degli scrittori politici più noti in Europa. Le sue feroci critiche alla monarchia e alla nobiltà inglese lo costrinsero però a riparare in Francia. Qui egli ebbe la rara opportunità di partecipare alla rivoluzione francese dopo aver partecipato a quella americana. I francesi lo elessero deputato, mal nel periodo del Terrore venne imprigionato e rischiò la ghigliottina.  I diritti dell’uomo è un’opera politica e filosofica dalla travolgente forza argomentativa. Tuttavia nel concreto il giudizio storico di Paine sulla rivoluzione francese si rivelerà meno preveggente di quello del suo rivale intellettuale Edmund Burke.

'La rivoluzione ha affermato i diritti naturali dell'uomo'

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