ANTHONY DE JASAY – Lo Stato (1985)

Lo Stato di Anthony de Jasay rappresenta senza dubbio una delle opere di filosofia politica più rilevanti della nostra epoca, elaborata da uno dei pensatori più originali e profondi. Purtroppo sia l’opera sia l’autore continuano a restare per lo più misconosciuti al grande pubblico. Le ragioni di questa immeritata scarsa notorietà possono essere rinvenute, in parte, nella natura del libro: Lo Stato, infatti, è un testo piuttosto impegnativo e complesso, di grande rigore scientifico e spessore teoretico, in cui la filosofia politica si fonde con la teoria economica e l’analisi storica. Ma, forse ancor più determinante, è il suo particolare ambito di indagine che può avere reso il libro inviso alle élite politico-intellettuali, influenzando di conseguenza il suo accoglimento presso l’opinione pubblica: il suo oggetto di ricerca infatti è l’essenza profonda e la logica del potere, la sua intrinseca tendenza ad una espansione incontrollata e l’inefficacia dei tradizionali limiti escogitati nella storia per tentare di arginarlo. Quella che ne scaturisce è una critica implacabile allo Stato nella sua qualità di ente particolare che vive e prospera esclusivamente in virtù dell’esercizio del proprio potere discrezionale: il potere che, in ultima istanza, gli consente «di imporre ai propri cittadini di fare ciò che vuole, invece di quel che essi vogliono».

'Una Costituzione è come una cintura di castità per lo Stato, il quale però ne detiene la chiave'

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'Una Costituzione è come una cintura di castità per lo Stato, il quale però ne detiene la chiave'
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