LEV TROTZKIJ – La rivoluzione tradita (1937)

LA RIVOLUZIONE TRADITA

Ne La rivoluzione tradita Trotskij – strenuo oppositore di Stalin, prima esiliato e poi assassinato – analizza criticamente l’evoluzione della rivoluzione comunista dopo la morte di Lenin. Il giudizio espresso è impietoso. Il paese è finito sotto la dittatura della burocrazia e di Stalin, molte delle conquiste rivoluzionarie sono andate perdute, si è abbandonata l’idea di una rivoluzione mondiale, l’economia pianificata non sta funzionando e le condizioni di vita sono rimaste infime, salvo che per pochi privilegiati, ogni forma di opposizione o discussione della linea ufficiale è violentemente repressa e le purghe si susseguono. Per Trotskij, sarebbe stata addirittura necessaria una seconda rivoluzione proletaria contro la burocrazia, pena il crollo dell’URSS stessa. Sappiamo che il crollo si è poi verificato, ma quest’opera dimostra perfettamente che esso non fu dovuto alle pressioni esterne, quanto all’insostenibilità dell’organizzazione sovietica stessa. Ed è tanto più credibile in quanto scritta da un fervente comunista.

'La rivoluzione è stata tradita dalla burocrazia'

'La rivoluzione è stata tradita dalla burocrazia'
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    • Trama di Pietro Agriesti

    Cons