ALBERT JAY NOCK – Il nostro Nemico, lo Stato (1935)

NOSTRO NEMICO LO STATO

Albert Jay Nock, colto uomo di lettere americano, espresse in questo suo testo del 1935 lo sgomento per l’inarrestabile espansione del potere statale che stava avvenendo sotto i suoi occhi. Il libro, che eserciterà una forte influenza sul pensiero libertario successivo, denunciava l’invadenza degli apparati pubblici, i quali stavano fagocitando un po’ alla volta tutte le attività che un tempo erano svolte dai privati, dalle associazioni, dalla società civile. Egli si considerava un sopravvissuto dei tempi d’oro del secolo precedente, quando il libero sfogo dell’iniziativa privata aveva permesso di edificare dal nulla il paese più prospero della storia. Gli effetti maggiormente negativi di questo crescente statalismo erano a suo parere quelli morali, cioè la progressiva perdita della consapevolezza da parte di ogni cittadino di essere un individuo indipendente e sovrano su se stesso. Per Nock non esisteva alcun rimedio a questo stato di cose, perché lo studio della storia passata insegnava che, oltrepassato un certo punto, nulla poteva più arrestare il processo parassitario di autoalimentazione dello Stato a danno della società.

'Il potere statale sta fagocitando il potere sociale'

'Il potere statale sta fagocitando il potere sociale'
8

importanza

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