KARL R. POPPER – La società aperta e i suoi nemici (1945)

SOCIETA APERTA E SUOI NEMICI

Nel 1937 Karl Popper, a causa delle sue origini ebraiche, lasciò la nativa Austria e si rifugiò in Nuova Zelanda. Qui scrisse il suo testo di filosofia politica più importante, La società aperta e i suoi nemici. L’opera, uscita nel 1945, gli diede una fama immediata e gli aprì le porte della London School of Economics, dove insegnò per oltre vent’anni. In questi due volumi Popper difese la tradizione razionalistica e individualistica occidentale contro le ideologie collettiviste di destra e di sinistra che stavano sconvolgendo il mondo. Egli individuò nello storicismo, cioè nella presunzione di conoscere la marcia di direzione della storia umana, il vizio principale delle dottrine di Platone, di Hegel e di Marx che avevano ispirato i regimi totalitari. La civiltà a suo avviso può sopravvivere solo se difende i principi della società aperta e rifiuta le logiche della società chiusa. La prima si basa sulla continua messa in discussione di ogni proposta e di ogni valore, la seconda ritiene di possedere e di poter imporre un’unica verità indiscutibile. In Italia i due volumi apparvero solo nel 1973 e nel 1974 su iniziativa del prof. Dario Antiseri, e furono duramente osteggiati dalla classe intellettuale dell’epoca. Oggi il clima è cambiato e l’importanza della critica di Popper alle ideologie autoritarie e illiberali viene largamente riconosciuta.

'In nome della tolleranza non dobbiamo tollerare gli intolleranti'

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