FRIEDRICH A. VON HAYEK – La presunzione fatale (1988)

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Pubblicata dal suo autore a quasi novant’anni, La presunzione fatale costituisce il testamento intellettuale di Friedrich A. von Hayek, sintesi e approdo della sua quasi secolare attività di ricerca. In questo libro l’economista e filosofo austriaco sostiene che la nostra civiltà dipende, nella sua origine e nella sua conservazione, dall’ordine esteso della cooperazione umana, un ordine più comunemente conosciuto come capitalismo. Seguendo le tradizioni morali sorte spontaneamente e sottostanti all’ordine del mercato (tradizioni che non soddisfano i canoni di razionalità accettati dalla maggioranza dei socialisti, come la proprietà e i contratti) noi possiamo infatti generare e raccogliere una quantità di conoscenza e ricchezza immensamente più grande di quella utilizzata in una società pianificata dal centro secondo i dettami della ragione. Se questo è vero, allora il socialismo è un errore, una nostalgia atavica della vita in piccoli gruppi che l’umanità primitiva ha praticato per decine di migliaia di anni. Secondo Hayek, anche quando sono animati dalle migliori intenzioni i socialisti che avversano l’ordine esteso del mercato e anelano riscrivere a tavolino le regole della morale, del diritto e dell’economia, si troveranno sempre nell’impossibilità di realizzare i loro obiettivi.

'La ragione umana non può progettare l'intera società'

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