KARL MARX – Il capitale (1867)

IL CAPITALE

Il Capitale, l’opera principale di Karl Marx, ha avuto un’influenza rilevantissima nella storia del pensiero economico e nelle vicende politiche del XIX e XX secolo, perché contiene la teoria fondamentale del cosiddetto “socialismo scientifico”. Il sottotitolo dell’opera, Critica dell’economia politica, mette in luce la contrapposizione polemica con il pensiero economico “borghese” di stampo liberale a quel tempo prevalente. In quell’epoca gli economisti classici erano soliti concentrare la propria indagine sulla formazione del valore delle merci, e ritenevano che il valore fosse una qualità intrinseca agli oggetti. Marx sosteneva, come Adam Smith e David Ricardo, che il valore degli oggetti originasse dal lavoro in essi incorporato. Egli tuttavia, partendo dalle stesse premesse degli economisti classici, portò i suoi ragionamenti alle logiche conseguenze, e chiamò “plusvalore” quella parte di ricchezza  che i lavoratori creano a vantaggio di coloro che possiedono i mezzi di produzione. Secondo Marx i capitalisti espropriano questo surplus di produzione pagando ai lavoratori solo alcune delle ore di lavoro svolte e non tutte. In questo modo Marx riteneva di aver dimostrato lo sfruttamento che la classe salariata subisce nel sistema capitalistico.

'I capitalisti espropriano il plusvalore ai lavoratori!'

'I capitalisti espropriano il plusvalore ai lavoratori!'
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IMPORTANZA

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