THOMAS JEFFERSON – Federalismo e democrazia (1774-1826)

Le riflessioni politiche e filosofiche del terzo presidente degli Stati Uniti d’America non sono contenute in un singolo libro ma sono disseminate in centinaia di documenti politici e migliaia di lettere. In questa antologia vengono riuniti i testi più significativi.

NATHAN ROSENBERG, L.E. BIRDZELL Come l’Occidente è diventato ricco (1986)

Le ragioni principali del progresso occidentale vanno individuate invece nelle favorevoli condizioni istituzionali che ha goduto l’Europa nei secoli passati, quando la sfera economica è stata relativamente libera dai condizionamenti politici e religiosi

DANTE ALIGHIERI – Monarchia (1310-1313)

La grandezza di Dante non si limita al campo letterario e poetico, ma anche alla riflessione politica. Il Monarchia ha avuto infatti una considerevole eco, per l’autorità dell’Autore, per gli argomenti svolti e soprattutto per le posizioni assunte. È scritto in un latino nitido, cristallino, stentoreo. Una delle caratteristiche che maggiormente colpiscono il lettore è[…]

JACQUES TURGOT – Riflessioni sulla formazione e la distribuzione delle ricchezze (1766)

In questo sintetico trattato si trova per la prima volta il termine “capitale” per indicare la ricchezza accumulata e destinata all’investimento; è presente una delle prime analisi della figura dell’imprenditore; vi è una chiara spiegazione del tasso d’interesse.

SAMUEL SMILES – Self Help (1859)

Nell’Inghilterra ottocentesca Samuel Smiles fu il più instancabile predicatore dell’etica vittoriana fondata sui valori dell’autodisciplina, del lavoro e dell’austerità. I suoi libri raccontano le vicende di quanti hanno saputo elevarsi socialmente ed economicamente grazie alla volontà, alla fermezza del carattere, alla dedizione costante nel lavoro.

PATRICK J. BUCHANAN – The Death of the West (2002)

Buchanan è convinto che la decadenza morale e demografica dell’Occidente sia dovuta alla secolarizzazione e alla scomparsa dei principi morali cristiani dalla società. Egli ravvisa l’origine della crisi nella “rivoluzione culturale” degli anni ’60, che oggi è diventata egemone.

NORMAN ANGELL – La grande illusione (1909)

La grande illusione oggi è un libro poco ricordato, ma negli anni che precedettero la prima guerra mondiale venne stampato con tirature altissime, fu tradotto il 25 lingue e vendette milioni di copie. In un mondo economicamente integrato dove tutte le nazioni sono interdipendenti, scriveva Angell, la guerra è solo una “grande illusione” che non offre più nessun beneficio ai vincitori.