DANTE ALIGHIERI – Monarchia (1312-1313)

La grandezza di Dante non si limita al campo letterario e poetico, ma anche alla riflessione politica. Ci troviamo infatti di fronte ad un trattato filosofico scritto in un latino nitido, con un linguaggio logico e rigoroso. Il Monarchia ha avuto una considerevole eco, per l’autorità dell’autore, per gli argomenti svolti e soprattutto per la Leggi di piùDANTE ALIGHIERI – Monarchia (1312-1313)[…]

THOMAS JEFFERSON – Federalismo e democrazia (1774-1826)

Le riflessioni politiche e filosofiche del terzo presidente degli Stati Uniti d’America non sono contenute in un singolo libro ma sono disseminate in centinaia di documenti politici e migliaia di lettere. In questa antologia vengono riuniti i testi più significativi.

NATHAN ROSENBERG, L.E. BIRDZELL Come l’Occidente è diventato ricco (1986)

Le ragioni principali del progresso occidentale vanno individuate invece nelle favorevoli condizioni istituzionali che ha goduto l’Europa nei secoli passati, quando la sfera economica è stata relativamente libera dai condizionamenti politici e religiosi

KARL MARX, FRIEDRICH ENGELS – Manifesto del partito comunista (1848)

Il Manifesto del partito comunista può essere considerato una summa del pensiero marxista: vi si trova la concezione della storia come lotta di classe, il ruolo della borghesia e del proletariato, la critica alle altre forme di socialismo, la visione di una società senza classi.

SAMUEL SMILES – Self Help (1859)

Nell’Inghilterra ottocentesca Samuel Smiles fu il più instancabile predicatore dell’etica vittoriana fondata sui valori dell’autodisciplina, del lavoro e dell’austerità. I suoi libri raccontano le vicende di quanti hanno saputo elevarsi socialmente ed economicamente grazie alla volontà, alla fermezza del carattere, alla dedizione costante nel lavoro.

PATRICK J. BUCHANAN – The Death of the West (2002)

Buchanan è convinto che la decadenza morale e demografica dell’Occidente sia dovuta alla secolarizzazione e alla scomparsa dei principi morali cristiani dalla società. Egli ravvisa l’origine della crisi nella “rivoluzione culturale” degli anni ’60, che oggi è diventata egemone.

NORMAN ANGELL – La grande illusione (1909)

La grande illusione oggi è un libro poco ricordato, ma negli anni che precedettero la prima guerra mondiale venne stampato con tirature altissime, fu tradotto il 25 lingue e vendette milioni di copie. In un mondo economicamente integrato dove tutte le nazioni sono interdipendenti, scriveva Angell, la guerra è solo una “grande illusione” che non offre più nessun beneficio ai vincitori.